Un esempio da non seguire

MILANO – Dopo 178 anni di storia il colosso dei viaggi britannico Thomas Cook alza bandiera bianca. Nella notte sono saltate le trattative con i creditori e la compagnia ha dichiarato bancarotta annunciando con una nota che “sono cancellati tutti i futuri voli e le future vacanze”.

Mezzo milione di turisti in viaggio

Il collasso della società mette a rischio sia 22.000 posti di lavoro a livello globale, di cui 9.000 in Gran Bretagna, ma anche il ritorno a casa dei 150 mila vacanzieri britannici che avevano prenotato il volo  con Thomas Cook e che ora vedono a rischio il proprio rientro, in quella che la Bbc definisce come “la più grande operazione di rimpatrio in tempi di pace”. Un’operazione che secondo le prime stime potrebbe costare fino a 600 milione di sterline, finanziata attraverso il fondo di garanzia Atol, il sistema di protezione amministrato dall’ente dell’aviazione civile britannico e finanziato dalle industrie del settore. Secondo il Financial Times però oltre ai 150 mila britannici ci sarebbero altri 350 mila viaggiatori stranieri all’estero e il numero complessivo di persone da riportare a casa potrebbe raggiungere il mezzo milione.

Le accuse di Johnson ai manager

Sulla questione è intervenuto anche il premier britannico Boris Johnson. “C’è da chiedersi quanto i dirigenti di queste società fossero adeguatamente incentivati a risolvere i loro problemi”, ha detto criticando i manager dell’azienda. “E’ una situazione molto difficile e ovviamente i nostri pensieri sono rivolti ai clienti di Thomas Cook, i vacanzieri che ora potrebbero avere difficoltà a tornare a casa. Faremo del nostro meglio per riportarli a casa”, ha aggiunto. “In un modo o nell’altro lo Stato dovrà intervenire per aiutare i vacanzieri bloccati “.

Tratto da repubblica del 23/09/2019

Considerazioni Personali

E’ proprio vero oramai in nessun settore, in ogni parte del mondo, non ci si meraviglia più del fallimento di grossi colossi, in qualsiasi contesto operino.

E allora che la spina dorsale in un Paese come il nostro, le PMI, devono guardare avanti, avere una visione ampia e a lungo termine, salvagurdando il proprio patrimonio e possibilmente ampliare la propria gamma di prodotti, trovare nuove strategie di marketing, consolidare la propria posizione.

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