“Ri-partire” facile a dirsi, più difficile a metterlo in concreto.

“ri-partire” è la frase del momento, io stesso la uso da giorni nei post o negli articoli che pubblico.

Ma.

Ma nei giorni scorsi ho vissuto una esperienza che mi ha portato a riflettere, la riporto esattamente come l’ho scritta in Linkedin perchè poi ho avuto modo di rifletterci.

“Oggi

Oggi sono uscito di casa e ho percorso km, sono andato con mia moglie a trovare i suoi nella bassa mantovana rispettando le regole. L’Italia fuori è cambiata. Cartelli di “vendesi” fuori dai negozi. Campi nella bassa piena di prodotti nella natura abbandonati. Negozi chiusi, attività chiuse con scritte come “non sappiamo quando riapriamo” Poche macchine, tanti tir che riforniscono le catene della GDO. L’Italia è cambiata. Dobbiamo prenderne atto. Solo qui dove siamo il 40% delle attività quotidiane hanno fuori il cartello “chiuso per sempre” o “vendesi con licenza”. E’ un pugno nello stomaco, pari al peso delle morti che il hashtagcovid19 ha prodotto. tutti gli agri-turismo chiusi, molti con l’insegna coperta, segno che non riapriranno. L’Italia che conoscevamo non è più l’Italia Prendiamone coscienza e armiamoci di tutta la buona volontà, che credo non sarà sufficiente. Oggi una nostra amica che lavora in banca, uno dei top Gruppi Bancari ci raccontava che rifiutano circa il 70% delle richieste di finanziamento dalle PMI per “linea aziendale”. Le banche non sono solidali, sono carogne.

Italia maggio 2020.”

Nel frattempo sono passati alcuni giorni e ho letto e riletto questo post su Linkedin postato da me domenica 10 maggio.

Mi sono reso conto di alcune cose:

  • non sono riuscito a trasmettere la reale angoscia nel vedere quello che ho visto; vi assicuro che ciò che vedevo passare dal finestrino era l’immagine di un paese in ginocchio. Moralmente ed economicamente. E la cosa più tremenda è che ho visto realtà che prima di Marzo erano fiorenti, dovevi andare ad un orario giusto per non trovare la “folla”, ora il deserto.
  • La perdita di un patrimonio di artigiani, luoghi culinari, negozi che si sono adeguati ma che ora come ora riportano un cartello “tremendo”  – AL MOMENTO NON SAPPIAMO SE RIAPRIREMO. L”impatto nel leggere una cosa del genere è pesante, e alla luce anche di quanto è emerso ieri sul tema spiagge e hotel porterà anche altre strutture nella stessa condizione. e la paura e di non vederle mai più.
  • Quello che riportavo sulle Banche lo confermano i giornali, le Associazioni di categoria. Sono molte le società che si vedono rifiutare la richiesta di finanziamento e/o si vedono proporre di coprire un finanziamento in corso il che porta l’imprenditore ad avere ben poca liquidità da utilizzare e con un debito comunque da pagare. E’ fondamentale che vi siano finanziamenti a fondo perduto, riempire di debiti gli italiani significa dilatare la sofferenza per poi tra 1-2-3 anni vedere comunque chiudere quella realtà imprenditoriale

 

Ho voluto aggiungere queste ulteriori considerazioni poiché ho elaborato quello che avevo scritto solo pochi giorni fa, ma in un contesto più tranquillo – in smart working – perchè credo possa essere d’aiuto a capire meglio ciò che fuori c’è – cio che ci aspetta……..

13 Maggio 2020 , qui Milano.

Iuri R.


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